Pulizia e sanificazione
Legionellosi in Italia: casi in aumento

La Legionellosi in Italia

L’Italia vanta il triste primato di essere il Paese europeo in cui si sono registrati – in quanto segnalati e monitorati – il maggior numero di casi di Legionella pneumophila nel 2015, 2016 e 2017.

In questo triennio (sono i dati più recenti resi noti dall’Istituto Superiore di Sanità) in 4 paesi: Italia Germania, Francia e Spagna si sono concentrati il 70% dei casi in Europa e la tendenza è in costante aumento. E' corretto specificare che in questi paesi è diffusa una maggiore sensibilizzazione al problema.

Paradossalmente l'aumento dei casi è dovuto alla maggiore sensibilità ed attenzione rivolta a questa patologia. Quali sono i motivi? 

Le ragioni sono riconducibili a:

  • maggiori controlli, più attenti ed approfonditi (è solo dal 2011 che vengono “sorvegliati” i casi)

L’infezione una volta accertata è soggetta ad obbligo di notifica all’ISS (Istituto Superiore di Sanità) nel Registro Nazionale della Legionellosi e le ASL competenti hanno l’obbligo di effettuare approfonditi accertamenti per evitare la diffusione del batterio ed il rischio epidemico.

  • la popolazione invecchia (gli anziani sono tra i soggetti più a rischio)

Gli anziani sono tra i soggetti maggiormente a rischio ma in genere tutti gli individui che presentano patologie di tipo cronico-degenerativo (diabete, ipertensione, broncopatie cronico-ostruttive, neoplasie, infettive, trapianti....) e difese immunitarie basse, sono maggiormente esposti al batterio 

  • aumentano i viaggi e gli spostamenti

Circa il 12% dei casi notificati nel 2015 ha dichiarato di aver trascorso almeno una notte in ambienti diversi dalla propria abitazione (hotel, campeggi, navi...)

  • i cambiamenti climatici 

Piogge sempre più abbondanti associate a temperature mediamente più alte favoriscono il proliferare del batterio e l’utilizzo sempre maggiore di sistemi di condizionamento (condizionatori, UTA, torri di raffreddamento, impianti aeraulici) ne facilita la diffusione.

Il batterio Legionella è relativamente recente: scoperto nel 1976 è un batterio ubiquitario ossia naturalmente presente negli ambienti acquatici e trova il suo habitat preferito in serbatoi, tubature, fontane, piscine, rubinetti, terminali delle docce, impianti di raffrescamento, UTA, torri di raffreddamento canalizzazioni aerauliche...

Il batterio:

  • Fino a 20° di temperatura non prolifera ma è presente in condizione di “stasi”
  • Tra i 20° ed i 50° è la temperatura ideale che gli consente di proliferare
  • Oltre i 50° il batterio soffre e resiste per un periodo di tempo limitato
  • Oltre i 70° il batterio muore (è la temperatura indicata per lo shock termico non sempre praticabile)

Cosa dice la legislazione in materia di legionellosi?

Il Testo Unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro (D. Lgs. 81/2008) riconosce nel datore di lavoro il responsabile della salubrità degli ambienti della sua azienda, dei dipendenti e di chiunque la frequenti; gli riconosce il compito di adottare tutte le precauzioni per prevenire i rischi.

L’art 64 ai punti c), d) ed e) obbliga il datore di lavoro a provvedere affinché:

  1. c) i luoghi di lavoro, gli impianti e i dispositivi vengano sottoposti a regolare manutenzione tecnica e vengano eliminati, quanto più rapidamente possibile, i difetti rilevati che possano pregiudicare la sicurezza e la salute dei lavoratori;
  2. d) i luoghi di lavoro, gli impianti e i dispositivi vengano sottoposti a regolare pulitura, onde assicurare condizioni igieniche adeguate;
  3. e) gli impianti e i dispositivi di sicurezza, destinati alla prevenzione o all’eliminazione dei pericoli, vengano sottoposti a regolare manutenzione e al controllo del loro funzionamento

Nello specifico della legionellosi la Conferenza Stato Regioni nella seduta del 07/05/2015 ha emanato le “Linee Guida per la Prevenzione ed il Controllo della Legionellosi” che contengono indicazioni su come monitorare ed intervenire sugli impianti.

Cosa fare per ridurre l’incidenza ed il potenziale contagio?

  • Effettuare costanti controlli per stabilire l’incidenza della presenza del batterio
  • Adottare misure di riduzione del rischio nei sistemi idrici ed aeraulici programmando interventi di manutenzioni ordinari e straordinari
  • Potenziare i controlli nelle strutture ricettive che ospitano la popolazione più a rischio (ospedali, case di riposo, hotel, luoghi chiusi di aggregazione come uffici e stabilimenti).

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